Vivere con l’emofilia: Clémence racconta
Il percorso verso la diagnosi è stato lungo. Oggi Clémence conosce meglio il proprio corpo e guarda al futuro con maggiore serenità. In cinque video racconta la sua vita con l’emofilia: i sanguinamenti abbondanti, l’importanza di avere accanto persone comprensive e il desiderio di avere un figlio.
Pubblicato il, 21. settembre 2026
L’emofilia accompagna Clémence nella vita di tutti i giorni. Tuttavia, prima di ricevere la diagnosi corretta è trascorso molto tempo. Inizialmente i suoi sintomi non sono stati interpretati correttamente e le sue preoccupazioni non sono sempre state prese sul serio. È stata la sua attuale ginecologa a comprendere la gravità della situazione e a indirizzarla a un centro specializzato in emofilia.
In questa serie di video, Clémence parla apertamente della propria esperienza. Desidera incoraggiare le altre persone che vivono situazioni simili ad ascoltare il proprio corpo e a parlare dei sintomi con professioniste e professionisti della salute.
È stato un grande sollievo poter finalmente dare un nome a tutto ciò che avevo vissuto.
Parte 1: il lungo percorso verso la diagnosi
Clémence aveva notato i primi segnali già da bambina. I sintomi sono però diventati particolarmente evidenti con le prime mestruazioni: i sanguinamenti erano insolitamente abbondanti e duravano a lungo. Inizialmente sono stati considerati semplicemente come un flusso mestruale abbondante. Quando la situazione è peggiorata, per Clémence è iniziata una lunga e faticosa ricerca di risposte.
È stata infine una nuova ginecologa a comprendere la gravità dei suoi sintomi e a indirizzarla a un centro specializzato in emofilia. Qui Clémence ha ricevuto la diagnosi nel 2018.
Nel primo video, Clémence racconta perché il percorso verso la diagnosi è stato così difficile e cosa ha significato per lei riuscire finalmente a dare una spiegazione ai propri sintomi.
Ciao, mi chiamo Clémence, ho 28 anni e nel 2018 mi è stata diagnosticata l’emofilia. È vero che il percorso fino alla diagnosi è stato piuttosto lungo e faticoso. Anche se già da bambina presentavo alcuni segnali, la vera svolta è arrivata con le mie prime mestruazioni. Non ero a conoscenza di questo disturbo della coagulazione e così, istintivamente, il primo passo è stato rivolgermi al ginecologo di allora, che ha concluso trattarsi di mestruazioni abbondanti e mi ha prescritto un contraccettivo.
Purtroppo, più il tempo passava, più la situazione peggiorava. I sanguinamenti diventavano sempre più abbondanti e anche la loro durata si allungava sempre di più. All’epoca, inoltre, ero seguita da un’équipe medica che non credeva davvero alle mie parole, a ciò che raccontavo. Anzi, tendevano a concludere che fosse un problema di natura psicologica.
Da lì, per un anno e mezzo, sono rimasta in una sorta di limbo, finché non ho avuto la fortuna di incontrare la mia ginecologa attuale, che ha subito colto la gravità del problema e mi ha indirizzata direttamente al centro per l’emofilia presso cui sono seguita ancora oggi. Da allora è stata quasi una liberazione poter finalmente dare un nome a tutti questi ultimi anni, a tutto ciò che ho vissuto e a tutti i sintomi che avevo.
Nel prossimo video parleremo più nel dettaglio di che cosa significhi convivere ogni giorno con l’emofilia.
Parte 2: l’emofilia nella vita quotidiana
Vivere con l’emofilia non significa confrontarsi soltanto con aspetti medici. La malattia influenza anche la pianificazione e l’organizzazione della vita quotidiana. Per Clémence, le mestruazioni rappresentano una sfida particolare: sanguinamenti molto abbondanti e prolungati possono essere pesanti da affrontare e causare una forte stanchezza.
Per questo motivo cerca di prevedere ogni eventualità e porta sempre con sé indumenti di ricambio e prodotti per l’igiene mestruale. Un trattamento adattato alla sua situazione personale l’ha aiutata ad affrontare le mestruazioni con maggiore serenità. Gli appuntamenti regolari presso il centro per l’emofilia e una buona preparazione continuano comunque a fare parte della sua quotidianità.
Nel secondo video, Clémence racconta come organizza la propria vita quotidiana e perché per lei è così importante essere ben preparata.
Convivere con l’emofilia non è soltanto una questione medica: è qualcosa che entra prepotentemente nella vita di tutti i giorni. È vero che, come donna emofilica, il periodo più impegnativo è naturalmente quello mestruale, in cui le mestruazioni possono essere molto abbondanti e durare a lungo, il che è davvero pesante e ovviamente stancante. Anche se ogni donna e ogni ciclo sono diversi, di certo non è la parte più piacevole del mese.
È un periodo già di per sé piuttosto tabù per tutti e, in quanto emofilica, dato che assume un’altra dimensione, si aggiunge un’ulteriore fonte di stress. È un periodo abbastanza pesante. Serve capacità di anticipazione e bisogna essere davvero ben organizzate. Occorre avere sempre con sé un cambio a sufficienza per non temere qualche piccolo incidente.
Da parte mia, dallo scorso mese di luglio ho la fortuna di seguire un nuovo trattamento che agisce sulla coagulazione, che mi viene somministrato una volta al mese il primo giorno delle mestruazioni e che mi aiuta davvero. Ho notato un cambiamento davvero evidente per quanto riguarda il mio ciclo mestruale. Lo vivo con molta più serenità anche se, comunque, richiede una certa organizzazione, dato che devo recarmi una volta al mese al mio centro per l’emofilia; e in genere mi assicuro sempre di avere con me un cambio, una protezione e un paio di jeans di scorta in caso di piccoli incidenti.
Vorrei raccontarvi un piccolo aneddoto: una volta le mie mestruazioni sono state molto più abbondanti del solito. È successo qualche anno fa, quando non avevo ancora ricevuto la diagnosi. Avevo con me cambi a sufficienza, mi ero davvero organizzata, ma purtroppo quella volta non sono bastati. E così ho dovuto attraversare tutta la città di Ginevra per tornare alla mia auto indossando solo gli slip e il cappotto che la mia amica mi aveva gentilmente prestato.
Vi assicuro che da quel giorno faccio moltissima attenzione ad avere sempre con me tutto l’occorrente. Nel prossimo video parleremo invece degli aspetti positivi che l’emofilia ha avuto sulla mia vita in generale e, ovviamente, anche di quelli negativi.
Vivere con l’emofilia non è soltanto una questione medica: è qualcosa che riguarda direttamente la vita di tutti i giorni.
Parte 3: sfide e spiragli di speranza
Stanchezza, frustrazione e la sensazione di non essere compresa: vivere con l’emofilia può essere difficile anche dal punto di vista emotivo. Per chi non vive personalmente questa condizione, spesso non è facile comprendere quanto possano essere abbondanti i sanguinamenti e quale impatto possano avere sulla quotidianità.
Con il tempo, Clémence ha imparato ad ascoltare meglio il proprio corpo, a riconoscere i propri limiti e a concedersi delle pause. Le persone che la accompagnano hanno per lei un ruolo fondamentale: suo marito, sua madre e il team medico che oggi si prende cura di lei.
Nel terzo video, Clémence parla dei momenti difficili, ma anche delle esperienze positive e di ciò che ha imparato lungo il proprio percorso.
Quando si convive con una malattia come l’emofilia, ci sono inevitabilmente momenti più difficili di altri. C’è la stanchezza, c’è la frustrazione. C’è anche la sensazione, a volte, di non essere sempre capita fino in fondo dagli altri. Il dover costantemente adattarsi, anticipare, riflettere può spesso risultare faticoso dal punto di vista mentale.
La maggior parte delle persone tende a pensare che siano soltanto mestruazioni e che non sia nulla di grave. Ed effettivamente no, non è nulla di grave: tutte le donne di questo pianeta vivono questo periodo. Ma per le persone emofiliche è molto più intenso e molto più abbondante. Infatti, proprio per questo motivo, è ancora più difficile farsi capire. Per raccontarvi un piccolo aneddoto: quest’anno sono partita per il viaggio di nozze, lo scorso aprile, in Guadalupa, e tutto ciò richiede organizzazione.
In effetti non è andato esattamente come lo avevo immaginato. Nulla di grave, ovviamente, ma di fatto mi ha bloccata per un intero pomeriggio del viaggio, ed è sempre piuttosto frustrante non poter vivere davvero quel momento come si vorrebbe. Ecco, ci sono questi aspetti che non sono sempre facili da gestire.
Col tempo si impara anche a conviverci, del resto non si ha molta scelta, ma ci sono anche aspetti positivi. Oggi, per esempio, sono circondata da un’équipe fantastica, gentile, capace di ascoltarmi, e questo fa davvero un’enorme differenza. Anche imparare pian piano a conoscere molto meglio il proprio corpo, a rispettare i propri limiti, a capire quando fermarsi e quando ascoltarsi senza per forza sentirsi in colpa.
È davvero un bene. Vorrei dire che in tutto ciò che accade c’è anche l’opportunità, la possibilità di riuscire ad affrontarlo. Tra gli aspetti positivi c’è anche chi ci sta accanto, che conta moltissimo. Ho la fortuna di avere al mio fianco un marito che sa davvero ascoltarmi, che cerca di capirmi il più possibile, che cerca di comprendere anche l’emofilia e di starmi vicino.
Non è sempre facile nemmeno per lui, perché non lo vive dall’interno, eppure mi sta davvero vicino. Può essere anche piuttosto frustrante rendersi conto di non poter fare nulla. Ho anche il sostegno della mia mamma, che mi ha aiutata molto. L’ascolto, le persone che ci circondano: non vanno sottovalutati. È molto importante poter contare, almeno un po’, su qualcuno.
Nel prossimo video parleremo del desiderio di gravidanza e di tutto ciò che comporta.
Con il tempo si impara a conoscere meglio il proprio corpo, a rispettare i propri limiti e ad ascoltarsi.
Parte 4: desiderio di maternità e pianificazione familiare
Dopo la diagnosi, Clémence si è posta soprattutto una domanda: emofilia e gravidanza sono compatibili? Il colloquio con il suo medico l’ha rassicurata. Nonostante ciò, l’idea di interrompere la contraccezione è rimasta a lungo fonte di incertezza.
In presenza di emofilia, una gravidanza – e in particolare il parto – può richiedere un’attenta pianificazione medica. Per Clémence è stato quindi importante parlare tempestivamente delle proprie domande e preoccupazioni con il team curante.
Nel quarto video, Clémence parla del proprio desiderio di avere un figlio, delle paure iniziali e di ciò che l’ha aiutata ad affrontare questa nuova fase della vita con maggiore serenità.
Emofilia e gravidanza sono compatibili? Credo sia stata una delle mie prime preoccupazioni e una delle prime domande che ho posto al medico al momento della diagnosi, perché per me si trattava di una questione fondamentale. La risposta mi ha subito rassicurata: portare avanti una gravidanza da donna emofilica è del tutto possibile. Tuttavia, resta sempre la fase del parto, un po’ più delicata, con il rischio di emorragia.
Bisogna essere consapevoli che il rischio di taglio cesareo può essere un po’ più elevato rispetto ad altre donne. Nonostante la risposta positiva, per diversi anni mi ha spaventata l’idea di arrivare al momento in cui mi sarei detta: ecco, ora vorrei un figlio, dovrò smettere la contraccezione. Mi faceva estremamente paura, perché rappresentava comunque una rete di sicurezza: anche se non era efficace al 100%, un aiuto lo dava lo stesso.
In realtà, avevo molta paura di fare un passo indietro anziché in avanti. Per fortuna, però, lo scorso luglio ho avuto accesso a questo farmaco che agisce sulla coagulazione. Questo mi ha permesso di guardare a questo periodo con un po’ più di serenità e di viverlo in modo molto più tranquillo. Il prossimo video sarà dedicato alla conclusione di questa mini serie.
Parte 5: guardare al futuro con speranza
Clémence ha scelto di raccontare la propria storia perché ritiene che si parli ancora troppo poco della realtà vissuta dalle donne con emofilia. Spera così di mostrare alle altre persone che vivono esperienze simili che non sono sole.
Il suo desiderio è che le donne imparino a fidarsi di ciò che sentono, parlino apertamente dei propri sintomi e cerchino, insieme a professioniste e professionisti della salute, una soluzione adatta alla loro situazione personale.
Nell’ultimo video della serie, Clémence ripercorre il cammino compiuto e guarda al futuro con maggiore serenità e speranza.
Se oggi ho realizzato questi video è per parlare di una realtà di cui, a mio avviso, si parla ancora troppo poco. L’emofilia fa pienamente parte della mia vita, del mio quotidiano, con le sue sfide, le sue paure, ma anche con tutto ciò che ho imparato lungo il cammino. Spero davvero che questi video vi abbiano aiutato a capire meglio che cos’è l’emofilia.
Al di là dell’idea che ci si può fare, e soprattutto per sentirvi forse un po’ meno sole se state vivendo la stessa situazione, spero che troviate il coraggio di parlarne al personale medico e che possiate trovare una soluzione davvero adatta a voi. Questa è la mia storia. Oggi continua. La guardo con un po’ più di dolcezza e, soprattutto, con tanta speranza.
Questa è la mia storia. E oggi continua. Guardo al futuro con un po’ più di serenità e, soprattutto, con tanta speranza.
Per saperne di più
Emofilia A – la mia vita